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INQUINAMENTO ACUSTICO: LA LEGGE ITALIANA
Nel 1991, con l'emanazione del DPCM 01/03, la normativa
italiana affronta il problema dell'inquinamento acustico, limitandosi
a fissare ed a rendere validi sul territorio nazionale i livelli
di accettabilità del rumore.
Nel 1995, la Legge Quadro n. 447, recependo normative
comunitarie, stabilisce i principi fondamentali per la tutela
dell'ambiente esterno ed abitativo dall'inquinamento acustico,
creando la base ai successivi provvedimenti attuativi.
Il conseguimento delle finalità legislative viene ricercato con
azioni di carattere preventivo (classificazione
acustica del territorio comunale, valutazioni di impatto ambientale,
ecc.) e di protezione ambientale (controllo dei
livelli di inquinamento acustico, piani di risanamento, ecc.), definendo
in dettaglio le competenze dei vari enti (Stato, Regioni,
Province, Comuni e privati).
Il 5 Dicembre 1997, in attuazione alla legge 447/95, viene emanato
il decreto denominato "Determinazione dei requisiti acustici passivi
degli edifici"
Il DPCM 05/12/1997, si prefigge di tutelare la qualità di vita negli
ambienti abitativi e di armonizzare le tecniche costruttive degli
edifici, mediante l'imposizione del rispetto dei seguenti
parametri acustici:.
1. indice del potere fonoisolante apparente di partizioni
fra ambienti (R'w)
2. indice dell'isolamento acustico normalizzato di facciata (D2m,nT,w)
3. indice del livello di rumore di calpestio di solai, normalizzato
(L'nT,w)
4. livello massimo di rumore prodotto dagli impianti tecnologici
a servizio discontinuo (LASmax)
5. livello equivalente di rumore prodotto dagli impianti tecnologici
a servizio continuo (LAeq). |
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